Armonia musicale, tutto quello che devi sapere

Le componenti fondamentali di un brano musicale sono due : la melodia e l’armonia ovvero il canto e gli accordi. Oggi parleremo della seconda, l’armonia. Perché conoscerla? perché ti permetterà, non solo di comprendere meglio quello che stai suonando, ma ti darà la libertà di poter creare giri armonici per accompagnarti mentre canti, mentre un amico suona o per le tue composizioni.

In questo articolo ti spiegherò tutte le regole dell’armonia musicale da poter applicare quotidianamente.

Questo video è tratto dal nostro corso online di armonia musicale. Se vuoi iniziare a studiare seriamente l’armonia queste lezioni online potrebbero fare al caso tuo!

Che cos’è l’armonia in musica?

L’armonia musicale è la scienza che studia il rapporto verticale tra le note musicali. E’ quella disciplina che detta le regole sulle triadi, gli accordi e gli accordi di settima.

Conoscere le regole dell’armonia ti permette di posizionare l’accordo giusto al momento giusto della tua canzone.

Sono elementi dell’armonia :

Chiaramente per poter parlare di armonia abbiamo bisogno di più note eseguite contemporaneamente quindi tutti gli strumenti monodici non potranno “generare” armonia, tuttavia la loro singola voce sarà parte di un accordo che si crea tra la melodia e il basso.

Lezione 1 di armonia musicale – I gradi della scala

Abbiamo parlato tantissime volte di scale musicali, queste sono le fondamenta dell’armonia. Conoscere a fondo le scale musicali ti permette di creare musica in maniera più libera, coinvolgente ed interessante. Grazie alle scale musicali potrai scrivere delle belle melodie, potrai dedurre il basso da utilizzare e i vari cambi di modalità. Insomma le scale musicali devi conoscerle a fondo!

Cosa c’entrano le scale con l’armonia musicale? Tutto.

L’armonia è la costruzione degli accordi sui sette gradi della scala. Se non li ricordi ecco a te un ripasso:

  • I – Tonica
  • II – Sovratonica
  • III – Mediante o modale
  • IV – Sottodominante
  • V – Dominante
  • VI – Sovradomimante
  • VII – Sensibile

Adesso immagina di essere nella tonalità di Re maggiore, conta ogni grado e tienilo bene a mente.

Adesso prova a costruire la triade maggiore sul V grado di Re -> LA DO# MI. Si è formato un accordo di La maggiore, ecco in armonia non dovrai chiamare gli accordi con il loro nome originale, ma dovrai indicare il grado sul quale è costruito e la tonalità della scala sulla quale è costruito in modo da sottolineare la sua funzione.

Quindi l’accordo di La maggiore costruito sul V grado di Re si chiamerà -> Accordo del V grado di Re maggiore o Accordo di Dominante di Re maggiore.

Lezione 2 di armonia musicale – Le funzioni dei gradi della scala

Il sistema dell’armonia musicale è molto complesso ma è regolato da alcune semplici gerarchie che devi conoscere. Una volta imparate queste regole tutto ti sarà più chiaro.

I brani musicali sono creati seguendo una logica discorsiva dettata da una melodia ( il cantante o il solista) e dagli accordi ( basso e chitarra). L’armonia utilizzata nel pezzo, non potrà mai essere sempre uguale e, per essere appunto discorsiva, ha bisogno di una concatenazione di accordi che abbiano un senso ed una logica.


Cosa ci da il senso musicale e la logica degli accordi? La funzione di ogni grado della scala.

Nel sistema tonale ( quello che siamo abituati a sentire nella musica pop e nella musica classica fino ai primi del 1900) esistono alcuni gradi della scala che hanno delle funzioni di tensione e alcuni gradi della scala che hanno funzione di riposo.

Accordi con funzione di riposo e accordi con funzione di tensione

Il grado della scala più importante, con funzione di riposo, è la tonica, il I grado. Quando la musica “arriva” sul primo grado, la tensione musicale si allenta e l’armonia risolve.

Oltre al primo grado, anche il III grado ha funzione di riposo poiché su questo grado si utilizza l’accordo della tonica in primo rivolto. La sensazione sarà di riposo ma non totale, infatti il primo rivolto risulta essere più “vuoto” rispetto all’utilizzo dell’accordo in stato fondamentale.

Il grado della scala con più tensione in assoluto è il quinto grado, la dominante. Questo grado attira a se tutte le tensioni musicali, che vanno assolutamente risolte. Ecco perché gli accordi derivati dalla Dominante devono risolvere necessariamente alla tonica, al I grado.

Esiste un altro grado molto importante della scala musicale, ed è il IV. Questo grado nell’armonia rappresenta una funzione di “pre-dominante”. Questo vuol dire che l’accordo costruito sul IV grado, musicalmente, non tenderà verso il I grado in maniera diretta bensì tenderà al V grado, alla dominante. Ecco che si forma una delle concatenazioni più utilizzate nella storia della musica IV-V-I. Il IV grado che tende al V ed il V che risolve al I.
Questo tipo di successione di accordi è utilizzata spesso nella musica pop così come nella musica classica.

Abbiamo individuato i tre gradi più importanti della scala, cosa succede a tutti gli altri gradi? Sono tutti derivati da questi 3 gradi : il I, il IV e il V grado.

Lezione 3 di armonia musicale – Armonizzazione della scala maggiore

Come facciamo a capire quale accordo mettere su ciascun grado della scala?

Ecco che ci viene in soccorso la tecnica dell’armonizzazione. Come dice la parola stessa, partendo da una nota di riferimento, armonizzare vuol dire aggiungere un accordo ad una nota. Si può armonizzare una melodia, un canto o anche una scala.

Vediamo adesso l’armonizzazione della scala maggiore. Studia molto a fondo questo concetto perché è un argomento indispensabile e di fondamentale importanza per comprendere tutta l’armonia e la costruzione degli accordi.

Per armonizzare una scala maggiore utilizzando le triadi ( senza accordi di settima) dobbiamo seguire delle semplici regole:

  • Sul I e sul III grado utilizziamo l’accordo di tonica
  • sul II grado utilizziamo la triade di dominante in stato di secondo rivolto
  • sul IV e V grado due triadi maggiori
  • sul VI grado utilizziamo l’accordo del IV in stato di primo rivolto
  • sul VII grado utilizziamo l’accordo di dominante

Questa è un’armonizzazione basilare della scala maggiore senza l’utilizzo degli accordi di settima, che puoi studiare in questo articolo.

Lezione 4 di armonia musicale – Armonizzazione della scala minore

Lo stesso discorso vale per la scala minore. In questo caso armonizziamo la scala minore melodica.
La differenza rispetto al modo maggiore sta nella differente armonizzazione del moto discendente rispetto al moto ascendente in quanto, come ben sai, la scala minore melodica presenta delle alterazioni temporanee nel moto ascendente che spariscono in quello discendente.

Ecco delle semplici regole per armonizzare una scala minore melodica utilizzando le triadi (senza accordi di settima)

  • Sul I grado utilizziamo l’accordo di tonica minore
  • Sul II utilizziamo la triade di dominante in stato di secondo rivolto
  • Sul III utilizziamo l’accordo di tonica
  • sul IV utilizziamo la triade maggiore
  • sul V l’accordo di dominante (triade maggiore)
  • sul VI la triade maggiore in primo rivolto
  • sul VII l’accordo di dominante

Nel moto discendente :

  • Sul VII (non più alterato) si utilizza la triade minore in primo rivolto
  • sul VI ( non più alterato) si utilizza la triade minore in primo rivolto
  • il V rimane invariato
  • sul IV si utilizza la triade minore
  • sul III si utilizza l’accordo di tonica in primo rivolto
  • sul II si utilizza l’accordo di dominante
  • il I rimane invariato

Lezione 5 di armonia musicale – Il moto delle parti ed il “legame armonico”

Avete sicuramente notato che la disposizione degli accordi durante l’armonizzazione della scala è molto particolare. Infatti questa segue delle regole ben precise che adesso ti spiegherò.
Prima facciamo un piccolo ripasso riguardo alle posizioni degli accordi.

Brevemente : un accordo può essere in stato fondamentale o in posizione di rivolto:

  • se al basso abbiamo la fondamentale l’accordo è in stato di fondamentale
  • se al basso c’è la terza dell’accordo siamo in stato di I rivolto
  • se al basso c’è la quinta dell’accordo siamo in stato di II rivolto

Per quanto riguarda, invece, la disposizioni degli accordi (ovvero le 3 parti vocali) possiamo capire la posizione a seconda della nota più acuta dell’accordo:

  • se la nota più acuta è la terza dell’accordo, siamo in posizione di terza
  • se la nota più acuta è la quinta dell’accordo, siamo in posizione di quinta
  • se la nota più acuta è la ottava – ovvero la fondamentale – dell’accordo, siamo in posizione di ottava

Il modo in cui musicalmente colleghiamo un accordo ad un altro è detto moto delle parti. Questo perché dobbiamo immaginare il movimento delle voci dell’accordo come un percorso dettato dalle funzioni di ogni singolo suono.

L’argomento è complesso e sicuramente richiede un approfondimento, tuttavia posso darti un’ unica regola che può aiutarti a creare una concatenazione delle parti gradevole all’orecchio, in poche parole, che ti permette di creare un armonizzazione perfetta per la tua musica.

La regola è quella del legame armonico o dei “suoni in comune”. Questa regola consiste nel trovare, dove possibile, dei suoni comuni tra un passaggio da un accordo ad un altro.
Evitando i salti l’armonizzazione risulterà più dolce e musicale.

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6 commenti su “Armonia musicale, tutto quello che devi sapere”

      1. Materiale interessante ma non trovo i capitoli successivi e l’armonizzazione con le settime!!!
        Ci saranno sviluppi ed eventuali esercizi per armonizzare i bassi? Grazie e complimenti

        1. Ciao Andrea, grazie.
          I prossimi capitoli sono in sviluppo, a breve uscirà l’articolo sull’armonizzazione della scala anche con le settime.

          Iscriviti alla newsletter per rimanere aggiornato

          1. Grazie, mi sono iscritto tramite l’app Slack ma non capisco bene come funziona. Comunque mi interessa imparare l’armonia in modo da riuscire ad accompagnarmi al pianoforte mentre canto utilizzando soltanto un semplice spartito testo e accordi di modo da muovere gli accordi in modo sensato e il più ottimale possibile

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