Gli intervalli musicali, tutto quello che devi sapere

Se vuoi essere un buon musicista devi padroneggiare diversi argomenti di teoria musicale in modo tale da utilizzare il linguaggio musicale come se fosse quello parlato.
Un argomento chiave è sicuramente quello delle scale musicali. Per comprendere fino in fondo come sono formate le scale devi assolutamente conoscere gli intervalli musicali, perché sono proprio loro che costituiscono una scala.

Cosa è un intervallo in musica?

L’intervallo musicale descrive la distanza tra una nota ed un’altra.

Essi sono formati da toni e semitoni.

Il tono è l’intervallo più grande fra gradi congiunti, cioè tra note musicali che si trovano una dopo l’altra (ad esempio, DO, RE). Il tono è formato a sua volta da due semitoni che sono gli intervalli più piccoli tra gradi congiunti (ad esempio, DO-DO# e DO#-RE).

I semitoni possono essere diatonici o cromatici. Si dicono diatonici quando il nome della nota cambia (ad esempio DO REb); vengono detti cromatici quando il nome della nota resta lo stesso (ad esempio DO DO#).

Nonostante possa sembrare che il suono sia lo stesso, in realtà la nomenclatura delle note cambia moltissimo a livello musicale: infatti, DO DO# non è uguale a DO REb, non preoccuparti, più avanti capirai tutto.

Gli intervalli vanno classificati :

  • per distanza
  • per qualità

Definire gli intervalli musicali per distanza

Bisogna sapere che gli intervalli vanno definiti per distanza, ovvero:

  • unisono;
  • intervallo di seconda;
  • intervallo di terza;
  • intervallo di quarta;
  • intervallo di quinta;
  • intervallo di settima;
  • intervallo d’ottava

Per conoscere la distanza tra un intervallo e l’altro, basta contare seguendo la successione dei suoni.
Se l’intervallo è DO – MI basta contare le note da DO a MI ovvero DO, RE, MI: in questo caso, l’intervallo è di terza.
DO- DO# e DO- REb, invece, saranno rispettivamente un intervallo di unisono e un intervallo di seconda, anche se dal punto di vista uditivo risulteranno uguali.

L’intervallo musicale può essere ascendente nel caso in cui la seconda nota presa in considerazione sia più alta della prima ( es. DO – SOL) o discendente nel caso in cui la seconda nota presa in considerazione sia più bassa della prima (es. Fa4 – Re4).

Le qualità di un intervallo musicale

Abbiamo già parlato della distanza dell’intervallo ( di seconda, di quarta, di settima, ecc.), adesso dobbiamo attribuire una qualità all’intervallo in base alla sua ampiezza.
Gli intervalli infatti possono essere maggiori, minori, eccedenti, diminuiti e giusti, ed in particolare:

  • l’unisono può essere giusto, eccedente e diminuito;
  • l’intervallo di seconda può essere maggiore, minore, eccedente e diminuito;
  • l’intervallo di terza può essere maggiore, minore, eccedente e diminuito;
  • l’intervallo di quarta può essere giusto, eccedente e diminuito;
  • l’intervallo di quinta può essere giusto, eccedente e diminuito;
  • l’intervallo di sesta può essere maggiore, minore, eccedente e diminuito;
  • l’intervallo di settima può essere maggiore, minore, eccedente e diminuito;
  • l’intervallo di ottava può essere giusto, eccedente e diminuito;

Toni e semitoni – riconoscere un intervallo

Secondo l’insegnamento scolastico, si può riconoscere il tipo di intervallo contando quanti toni e semitoni sono compresi al suo interno (ad esempio un intervallo di seconda maggiore DO RE è formato da due semitoni).

Quindi sapremo che tutti gli intervalli di seconda maggiore sono formati da due semitoni, uno cromatico e uno diatonico. Questo metodo, tuttavia, può risultare difficile e un po’ macchinoso… ma non temere! Ho un piccolo consiglio per aiutarti a riconoscere gli intervalli in modo più facile.

Come definire gli intervalli?

Il mio consiglio è quello di definire gli intervalli prendendo come riferimento la scala maggiore della prima nota.

Ad esempio, se il nostro intervallo è DO MI prendiamo come riferimento la scala del primo suono dell’intervallo (ovvero la scala di DO maggiore). Sappiamo che DO MI è un intervallo di terza e sappiamo che è un intervallo presente nella scala di DO; l’intervallo di terza nella scala maggiore è sempre maggiore, quindi anche in questo caso l’intervallo è di terza maggiore.

Facciamo un altro esempio: se l’intervallo che dobbiamo analizzare è DO MIb, prendiamo sempre come riferimento la scala della prima nota (ovvero DO maggiore) e chiediamoci se l’intervallo DO Mib è presente all’interno della scala maggiore. La risposta è no, in quanto nella scala di DO maggiore la terza è sempre maggiore e quindi l’intervallo dovrebbe essere DO MI naturale.

A questo punto vediamo di quanti semitoni è più piccolo l’intervallo rispetto a quello della scala maggiore: in questo caso è più piccolo di un semitono, quindi sarà un intervallo di terza minore.

Ricorda che gli intervalli minori sono più piccoli di quelli maggiori di un semitono; quelli diminuiti di due mentre quelli eccedenti sono più grandi di due semitoni. Gli intervalli giusti (come DO SOL) diventano eccedenti alzandoli di un semitono DO SOL# e diminuiti abbassandoli di un semitono DO SOLb.

intervalli musicali scala maggiore
esempio intervalli scala di do maggiore

Esercizi sugli intervalli

Un esercizio molto utile è quello di studiare gli intervalli al pianoforte. Infatti, con il tempo, ricorderai “l’immagine della tastiera” e la memoria visiva di aiuterà a velocizzare i ragionamenti sugli intervalli, rendendo il tutto più fluido e veloce.
Inizia costruendo le triadi maggiori su ogni suono: parti da DO e sovrapponi una terza maggiore MI e una quinta giusta SOL. Poi continua con la triade di RE e ripeti questo esercizio fino a quando ti verrà automatico. Successivamente inizia con le triadi minori: sovrapponi quindi una terza minore MIb e una quinta giusta SOL e continua in tutte le tonalità.

Scrivi nei commenti l’argomento che ti piacerebbe leggere nel prossimo articolo!

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